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Salvatore Mangione (Leonforte 1947 - Torino 2015), meglio conosciuto come Salvo.

Dopo aver trascorso l'infanzia in Sicilia, Salvatore Mangione (in arte Salvo) si trasferisce a Torino iniziando a dipingere e partecipando nel 1963 alla 121esima mostra della Società Promotrice di Belle Arti. Si dedica alla copia di opere di grandi artisti come Rembrandt, Van Gogh Fountain o Chagall e alla fine degli anni '60 entra in contatto con il movimento artistico Arte Povera e con importanti critici d'arte e artisti concettuali americani come Joseph Kosuth, Sol LeWitt e Robert Barry. 1970 presenta alla Galleria Sperone di Torino una serie di fotomontaggi in cui sostituisce le immagini dei giornali con il suo volto. Parallelamente realizza una serie di
 lastre di marmo con incisioni di parole, frasi o nomi (es. “Idiota”, “Sono il migliore”, “Salvo vive”)
 e alcune opere ironiche e provocatorie dove scrive il suo nome in lettere al neon o aggiungi la sua
 firma in fondo agli elenchi di artisti e personalità del passato. Dal 1973 torna alla pittura tradizionale
 con le sue d’apres dei grandi maestri del XV secolo (in cui si ritrae nei panni di San Giorgio,
 San Michele e San Martino) che espone in Italia e all'estero. 
Nel 1975 inizia la serie Italie e Sicilie affiancando al proprio nome i nomi di artisti,       scrittori del passato, sullo sfondo di forme astratte e simboli che ne rappresentano i luoghi 
di origine. Negli anni successivi affronta temi mitologici e archeologici (in particolare, le rovine e le testimonianze di civiltà passate assimilate al paesaggio) con una predilezione per 
la raffigurazione dei luoghi.
 Dagli anni '80 la sua fama si è consolidata a livello internazionale con ampie retrospettive a lui dedicate a Gand, Lucerna e Lione.
 Da allora le sue mostre continuano con grande successo in Italia, Europa e Stati Uniti.