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Lugano

A più di 50 anni dal suo apparire ed il suo svolgersi, a più di mezzo secolo dalla sua nascita, oggi abbiamo la serena ed ampia visione, l’agile prospettiva, per valutare appieno l’Arte Povera: un ampio movimento, tanto affascinante quanto variegato e libero e magico: un importante gruppo di artisti, che una volta di più dimostra quanto l’Italia, a fronte di un individualismo ed una corruzione drammatica, rimanga un paese insuperabile per fantasia, immaginazione e creatività. (Paolo Repetto)

 

Se si vuole comprendere da quali sedimentazioni, attraverso quali circostanze e tramite quali opportunità abbia preso vita, si sia sviluppata e infine definita l’Arte Povera, si devono prendere in considerazione altri fattori imprescindibili, nonché una serie di cause, apparentemente secondarie ma non meno determinanti, per la sua affermazione e diffusione a livello internazionale. Si deve anzitutto tener conto non solo del quadro storico entro il quale si sono manifestate le opere e gli eventi cui hanno dato corpo le azioni suscitate da essi, ma altresì quel contesto generazionale da cui provenivano i suoi protagonisti.

Di tale articolato fermento, e soprattutto della sensibile varietà di formalizzazione che distingue un artista dall’altro, si fa carico colui che più di ogni altro nel tempo e con maggiore assiduità nel seguire, coordinare criticamente gli sviluppi, favorire gli scambi, ne promuove le circostanze: Germano Celant.

Il giovane critico genovese, già vicino allo storico Eugenio Battisti, conia la nomenclatura “Arte Povera”, pur mutandola dal “Teatro Povero” di Grotowski, ma ne arrischia anche le motivazioni critico-ideologiche con alcuni testi ormai passati agli atti come storici, nonostante talune vistose obiezioni portate a essi da alcuni studiosi. Un vasto e complesso dibattito segna non solo le tappe dei percorsi espositivi del movimento – numerosissimi in Italia e all’estero, talvolta anche di considerevole respiro, di cui sarebbe lungo elencare la bibliografia – ma ne mette altresì in risalto le contraddizioni, le incoerenze e alcune divergenze all’interno del “non gruppo”.

Bruno Corà

Alighiero Boetti

Nove quadrati
1979
Acquarelli su carta filigrana
Nove parti, 19.5 x 19.5 cm ognuno

Alighiero Boetti

Cieli ad alta quota
1989
Acquarello e matita su carta
50.8 x 72.5 cm

Pier Paolo Calzolari

Senza titolo
2018
Sale, tempera, pastelli "à l'écu", pastelli ad olio, colori ad acqua Arches su "Torchon" carta posata su tavola
79,5 x 60 x 4 cm

Pier Paolo Calzolari

Senza titolo
2018
Sale, tempera, pastelli "à l'écu", pastelli ad olio, colori ad acqua Arches su "Torchon" carta posata su tavola
79,5 x 60 x 4 cm

Mario Merz

Senza titolo
1982
Vernice spray, acrilico, argilla e conchiglia su cartone su metallo, nella cornice originale dell'artista
73.5 x 103 cm

Mario Merz

Lumaca
1975
Olio, grafite, lumaca su carta
71 x 100 cm

Giulio Paolini

Next opening
2014
Collage di foto, riproduzione fotografica, stampo in gesso, fogli, struttura in plexiglass
Dimensioni complessive: 160 x 84 x 84 cm

Giulio Paolini

Idem IV
1974
Argento satinato
Scatola: 8 x 8 x 8 cm
Ed. 3/6

Giulio Paolini

Studio per "Sala d'attesa"
2011-12
Matita e collage su stampa digitale
34 x 46,5 cm

Giulio Paolini

Studio per "Sala d'attesa"
2011-12
Matita e collage su stampa digitale
34 x 46,5 cm

Giuseppe Penone

Progetto per sguardo vegetale
1993
Acquarello e matita su carta
38 x 28.5 cm

Giuseppe Penone

Trappola di luce
1993
Acquarello e matita su carta
28.5 x 38 cm

Michelangelo Pistoletto

Girasoli
1970s
Serigrafia su specchio lucidato in acciaio inossidabile
100 x 70 cm
Edizione di 450

Michelangelo Pistoletto

Il bagno turco
1971
Serigrafia su specchio lucidato in acciaio inossidabile
70 x 100 cm
A.P. I/VII

Michelangelo Pistoletto

Venere con la pipa
1973
Serigrafia su specchio lucidato in acciaio inossidabile
125 x 150 cm
Edizione 32 di 60

Michelangelo Pistoletto

Donna che cuce
1981
Serigrafia su specchio lucidato in acciaio inossidabile
120 x 100 cm
Edizione 1 di 8

Salvo

Forte dei Marmi
1990
Olio su tela
60 x 50 cm

Salvo

Senza titolo
1992
Olio su cartone posato su tela
10 x 20 cm

Gilberto Zorio

Rossini
2006
Ottone agglomerato, resina
101 x 151 cm